Mostra Teoderico il Grande. Fortuna e memoria

2 ottobre - 15 novembre 2026

Mostra nell'Aula Magna della Biblioteca Universitaria di Bologna

Per partecipare

Ingresso libero

Programma

La mostra Teoderico il Grande. Fortuna e memoria, organizzata da Davide Bertagnolli, Francesco Sberlati e Alessandro Zironi, docenti presso l’Alma Mater Studiorum – Università di Bologna, in coordinamento con la Biblioteca Universitaria di Bologna, prende spunto dalla ricorrenza del 1500° anniversario della morte di Teoderico il Grande, re degli Ostrogoti, morto a Ravenna il 30 agosto 526. Nel 489 entra al comando dei Goti e di altre genti in Italia, che sarà in suo potere dall’anno 493, dopo aver eliminato Odoacre. Il regno di Teoderico è ricordato dalle fonti come un periodo di ripresa economica e di pacifica convivenza tra Romani e Goti. Tuttavia, alla fine della sua vita, Teoderico condanna a morte il patrizio Simmaco e suo genero Boezio, nonché confina in carcere papa Giovanni I, al suo ritorno da una missione a Costantinopoli; poco dopo, il pontefice morirà. Questi fatti provocarono, soprattutto da parte degli ambienti ecclesiastici, una forte condanna nei confronti di Teoderico, di cui si sottolineano la sua appartenenza all’eresia ariana e la sua malvagità tirannica, che sfocerà nel racconto di papa Gregorio Magno, il quale immagina l’anima del re goto gettata nel cratere di Vulcano.

La mostra bolognese, come recita il suo titolo, si concentra sulla trasmissione della memoria del re dei Goti nella tradizione manoscritta e a stampa, sia in opere di carattere eminentemente storico, quali La guerra gotica di Procopio di Cesarea, sia in opere agiografiche (come, ad esempio, i Dialogi di Gregorio Magno, di cui la Biblioteca Universitaria possiede un interessantissimo manoscritto in lingua greca), sia in testi letterari. Allo stesso tempo merita attenzione la permanenza nel corso dei secoli del re ostrogoto nell’immaginario culturale, soprattutto italiano, con particolare riguardo all’età moderna, fino a lambire gli inizi del XX secolo. È interessante, allora, notare la continua oscillazione tra una ricezione comunque positiva del sovrano degli Ostrogoti, sicuramente barbaro, ma degno re dell’Italia e, di contro, un’immagine negativa trasmessa a partire dalle fonti ecclesiastiche. Man mano che ci si avvicina al Settecento, l’interesse degli eruditi va a coprire anche le cosiddette ‘antichità ravennati’, in primis l’impressionante Mausoleo teodericiano ma anche le altre fabbriche attribuite alla volontà di Teoderico. Un ulteriore percorso di interesse all’interno della mostra è sicuramente l’uso della figura del re goto e degli Ostrogoti quale materia di drammi per musica, melodrammi e opere liriche, di cui viene qui presentata un’esemplificativa selezione che si chiude con l’opera lirica I Goti, musicata da Francesco Gobatti, cittadino onorario di Bologna.

Partner

A.I.F.G. Associazione Italiana di Filologia Germanica

FICLIT

Biblioteca Universitaria di Bologna