Sistema autore-data

La particolarità del sistema autore-data consiste nel fatto che il riferimento bibliografico è menzionato nel testo, tra parentesi tonde, e non in nota.

 

5.1 Le citazioni nel testo
•  Citazioni dirette. Si riportano le parole di un autore/studioso letteralmente, parola per parola. Il riferimento è inserito tra parentesi tonde subito dopo la porzione di testo citata, completo di numero di pagina. La formattazione è la seguente: “(Bettoni, 2001: 26)”.
–  Se la citazione diretta è breve (di lunghezza inferiore alle tre righe), è inserita nel corpo del testo e segnalata con virgolette .
–  Se la citazione diretta è lunga (di lunghezza superiore alla tre righe), è isolata nella pagina a una riga di distanza del testo precedente e da quello successivo; rientra a destra e sinistra di 1 cm circa, e non ha le virgolette.
•  Citazioni indirette. Si riporta il pensiero di un autore/studioso tramite parafrasi o riassunti, senza l’uso di virgolette. In questo caso il riferimento bibliografico, sempre segnalato tra parentesi nel testo, non presenta il numero di pagina. La formattazione è la seguente: “(Bettoni, 2001)”.

 

5.2 Le note a piè di pagina
•  L’esponente di nota nel corpo del testo si posiziona al termine della porzione di testo citata e dopo l’eventuale segno di punteggiatura.
•  Nel sistema autore-data si adottano esclusivamente le note di contenuto, che servono ad offrire approfondimenti sul tema trattato nel corpo del testo. Non si usano invece le note di riferimento (quelle che riportano le informazioni relative alle fonti citate).

 

5.3 I riferimenti bibliografici finali
•  Tutti i riferimenti bibliografici citati nel testo – e solo quelli – devono essere riportati nella bibliografia finale. Fanno eccezione le fonti web sprovviste di autore o data, che vengono invece elencate in ordine alfabetico in un’eventuale sitografia (vedi sotto).
•  Le fonti citate nel testo si riportano in bibliografia in ordine alfabetico, a prescindere dalla tipologia (libro, articolo, report, ecc.). Previo accordo con il relatore, si possono creare due bibliografie diverse per le fonti primarie e per quelle secondarie.
•  Scritti dello stesso autore si inseriscono in ordine cronologico dal più vecchio al più recente.
•  Si usano le lettere (a, b, c) per distinguere le opere di uno stesso autore pubblicate nello stesso anno; ciò viene fatto sia nel corpo della tesi che in bibliografia.
•  Può succedere che il relatore abbia richieste specifiche relative alla formattazione della bibliografia. In caso contrario, gli studenti sono pregati di attenersi alle norme di formattazione suggerite, facendo attenzione ad applicarle in maniera coerente e omogenea.

 

5.4 La sitografia (se presente)
La sitografia è una sezione della tesi che, se presente, segue quella della bibliografia. Non tutte le tesi ne hanno una: la sitografia si rende necessaria solo se nel corpo dell’elaborato è stata citata almeno una fonte web, cioè un documento pubblicato online che non ha autore e data (ad esempio, portali, testate giornalistiche e blog).


Esempi di fonti da collocare in sitografia e relativa formattazione:


Non ci citano in sitografia gli articoli scientifici che, anche se reperiti online, abbiano autore e data; queste fonti, spesso per altro pubblicate su rivista, sono a tutti gli effetti riferimenti bibliografici e devono essere collocate in bibliografia.

Sia per il sistema citazionale autore-opera che per quello autore-data (vedi sezione precedente), le fonti web si citano nel testo inserendo il riferimento sitografico in una nota a piè di pagina. La stessa fonte web è quindi menzionata almeno due volte, in nota e nella sitografia finale; la formattazione può essere la stessa.